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Mr. Jobhopper

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E’ appena uscito “Mr. Jobhopper” (2012 AlfaMusic), il mio primo album da leader

di cui ho scritto tutte le composizioni e gli arrangiamenti.

Registrato in quintetto allo studio Alfa Music Roma , sound engineer: Alessandro Guardia


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 FABRIZIO D’ALISERA QUINTET: IL JAZZ PASSIONALE DI "MR.JOBHOPPER"

di Fabrizio Ciccarelli - 12/03/2012

Che il jazz contemporaneo abbia necessità d’innovazione è questione irrisolta e irrisolvibile: la storia dei generi musicali appartiene ad un’accademia che non ci appartiene.


Il repertorio che il quintetto presenta è, senza dubbio, interessante, al di là delle passioni stilistiche, al di là delle invenzioni pirotecniche e spiritate delle blue notes millantate come progresso in musica: la verve e la spontaneità con le quali l’album è stato concepito vagano ben oltre i confini stantii di una supponente varietas timbrica che possa controllatamente frenare la vis espositiva di un quintetto che medita, con gran passione, sul progresso e la ricerca di un sound impetuoso e onirico, dall’atmosfera più che sperimentale, passionale.

Il repertorio si spinge assai bene nell’hard bop con vigore inventivo e virtuosismi ben poco vistosi, quanto mai accoglienti ed eleganti nei soli distorti e ottimamente combinati del sax dell’ottimo D’Alisera e del vibrante Ruggeri. Esemplare in tal senso la crescente vitalità della title track, in tornito pathos tra fraseggi coltraniani e assoli obliqui ritmicamente sostenuti se non veementi, ispirati al controllo armonico e ad un’eleganza narrativa di vigorosa stabilità, che trova eccellente voce crepuscolare nella ballad, toccante e luminosa, “Second one”, così come nel linguaggio opaco ed invasivo di “Night journey” o nel divertito dinamismo di “Straight” e di “Rubber groove”, giocato in controtempi e densità blues di un ottimo basso in slapping. L’identità musicale della band si traduce, poi, in incisività tagliente ed inquieta in “Silent Bob”, ricordo fuggente dell’”astratta verità” alla Oliver Nelson, e nel distonico avvenire di “Perchance to dream”, mobile notturno dai toni siderali, per poi trovare corretta conclusio nell’affabile e brillante boppin’ di “Blues mocking”.

Una nascita ed un sogno scosceso: D’Alisera compone ed arrangia con equilibrio e senso della misura un album distinto da un tornito fulgore dell’incontrollato flusso musicale, un ascolto emozionate e, più che raffinato, seducente.

 


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Ultima modifica Martedì 20 Marzo 2012 09:25

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